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'L ROSP - Resistenza Opinioni Satira Partecipazione da Senigallia
Immigrazione nucleare
post pubblicato in politica nazionale, il 21 giugno 2009
Cronache semiserie da un futuro prossimo



 
Dal "Corriere di Iersera" del 10 giugno 2010
 
Tra i vari argomenti del dibattito politico nazionale tengono banco tematiche scottanti come il ritorno dell'Italia all'energia nucleare e la lotta all'immigrazione clandestina; le iniziative del governo in entrambi gli ambiti hanno spesso suscitato polemiche roventi.  
Un nostro inviato è riuscito a raccogliere delle indiscrezioni trapelate da ambienti vicini all'esecutivo: riportiamo integralmente questo materiale esplosivo in esclusiva per (entrambi) i nostri affezionati lettori.

 
Per quanto riguarda il nucleare, stanno prendendo piede diverse soluzioni innovative.  La prima di queste prende atto del fatto che il territorio italiano è costituito in gran parte da zone ad alto rischio sismico e si propone di trarre vantaggio da questa situazione apparentemente sfavorevole. L'idea è semplice ma geniale: capovolgendo la visione tradizionale, si installeranno le nuove centrali atomiche nelle regioni a più elevata sismicità. In caso di terremoto, l'energia meccanica prodotta dalle scosse verrà immagazzinata da speciali ammortizzatori inerziali, il che consentirà di incrementare del 20% il rendimento dei reattori.
 
Un'altra opzione al vaglio dei funzionari governativi permetterebbe di coniugare produzione di energia e contrasto all'immigrazione clandestina. Come? Semplice, basterà trasferire in continente la popolazione dell'isola di Lampedusa, potenziare la capacità ricettiva delle strutture di accoglienza per i migranti e installare due o tre impianti nucleari. Oltre ad assicurare una fornitura di elettricità a basso costo,la presenza delle centrali atomiche fungerà da deterrente nei confronti di nuovi sbarchi e, nel malaugurato caso di un'esplosione, perlomeno verrà inferto un duro colpo all'immigrazione clandestina. 
 
E l'annosa questione delle scorie? In linea con l'approccio dell'esecutivo al problema rifiuti, i residui delle centrali atomiche verranno bruciati in inceneritori, pardon, termovalorizzatori di nuova generazione: i cosiddetti "valorizzatori termonucleari".  
Parallelamente, è previsto il lancio di una campagna dal nome suggestivo di  "Adotta un Fusto".  Ispiratore del progetto il lavoro dell'emerito studioso Obyl Chern, ideatore del principio noto come "stoccaggio diffuso dei rifiuti tossici".  Questa
simpatica iniziativa consentirà infatti agli adesori di ospitare nel proprio garage uno degli innumerevoli fusti di scorie prodotti dalle centrali nucleari.  
 
Infine, visto che come recita l'antico adagio "una ronda non fa primavera", nell'agenda dei lavori parlamentari è stata inserita la liberalizzazione della caccia all'extracomunitario, un provvedimento spiacevole ma necessario per contenere le dimensioni della popolazione di questa specie così problematica.
 
Bisogna constatare comunque che questa inflessibile strategia comincia a dare i suoi frutti: l'altro giorno un lavavetri si è avvicinato alla mia auto e si è arreso. 
 
Scritto da Seldon
Vignetta di Momo

Pubblicato sulle pagine dell'Eco nel mese di giugno



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Presentazione a Senigallia del libro "Vaticano S.p.A."
post pubblicato in editoriale, il 19 giugno 2009












Vorremmo segnalare che venerdì 26 giugno all'Auditorium San Rocco alle ore 21:00, Gianluigi Nuzzi presenterà il libro "Vaticano S.p.A.", che tratta un argomento scottante quanto interessante; questa è la descrizione del libro direttamente dal blog di Chiarelettere:


"Si ha la sensazione netta che ci si trovi di fronte, tutti, a un potenziale esplosivo inaudito, che deve essere doverosamente portato a conoscenza delle più alte autorità."
Lettera riservata di Angelo Caloia, presidente del Consiglio di sovrintendenza dello Ior, al segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano.

Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro è totalmente inedita. Parte da un archivio immenso, custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti. Lettere, relazioni riservate, bilanci, verbali, bonifici. La finanza del Vaticano come non è stata mai raccontata.

Tutto grazie all'archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta. Con Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L'artefice è monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti.

I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana: titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. Depositi che raccolgono i soldi lasciati dai fedeli per le Sante messe trasferiti in conti personali, con le più abili alchimie finanziarie.

Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria "lavanderia" nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato del Vaticano. Tutto in nome di Dio.

Gianluigi Nuzzi è inviato di "Panorama". Già collaboratore del "Corriere della Sera" e giornalista de "Il Giornale", dal 1994 segue le principali inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie del nostro Paese. Nella primavera del 2008 ha avuto per la prima volta accesso all'archivio segreto di monsignor Dardozzi.

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Al CaterRaduno contro la legge-bavaglio
post pubblicato in politica nazionale, il 15 giugno 2009

Il sole è a picco. Solo un flebile vento rende il tutto mediamente sopportabile.
Un rapido tam tam via mail e ci vediamo tutti in Piazza Carducci, nel cuore del Rione Porto che in questa mattina di Giugno ci sembra di sfolgorante bellezza.
L'ennesima legge vergogna, promulgata da un governo di fantocci e approvata da un parlamento di zombie non si può proprio sopportare tacendo.

E' una delle leggi più LIBERTICIDE della nostra gloriosa storia repubblicana. Si rendono illegali quasi tutte le intercettazioni e la loro pubblicazione può provocare multe miliardarie e mesi di galera per gli autori.
Siamo qui in via Carducci con le nostre magliette bianche, distintive del gruppo, a creare dei cartelli di pacifico dissenso da mostrare durante la giornata finale del Caterraduno nella vicina Piazza Roma.

Guardo i miei compagni e li vedo tutti belli nelle loro magliette candide come le nuvole nel cielo. Finito di fare i cartelli ci avviamo in Piazza Roma. La Piazza è già piena, nell'ala destra un'altra protesta del comitato Versus Complanare\Mezza Canaja della quale non parlerò se non per dire che approvo il merito (sono da sempre contrario alla Complanare di Senigallia) ma disapprovo profondamente il metodo.

Se lo scopo era quello di sensibilizzare la nazione o la città è stato raggiunto esattamente l'obbiettivo contrario. Almeno dal mio punto di vista. Siamo in piazza, dicevo, e la gente ci guarda come fossimo animali in uno zoo.

Ci fotografa, ci scruta, ci riprende ma con lo sguardo vuoto, senza passione, senza cenni di approvazione. Siamo fuori dal mondo anche per un pubblico, quello del Caterraduno, che dovrebbe essere sensibile al tema. Eppure io guardo i miei amici e mi sembrano le ultime persone con ancora un briciolo di dignità presenti in questa piazza. Luciano, Serena, Laura, Pacchy, Roberto, Anna, Andrea C., Elena, Andrea S., Alberto, Renato, Lorenzo, Roberto P. e Stefania mi sembrano degli eroi greci, fermi con i loro cartelli in mano come alberi rigogliosi nel deserto
.
Specialmente Stefania, con la sua pancia di otto mesi mi appare di una bellezza che quasi mi commuove. Inizia la trasmissione. Qualcuno come Marco Santin della Gialappas ci mostra solidarietà applaudendoci e citandoci brevemente quando viene intervistato. I conduttori logicamente sono dei professionisti e lavorano per un'azienda, non possono darci spazio.

Già... professionisti... Non so più se al giorno d'oggi è meglio essere professionisti vincolati a contratti o liberi dilettanti, ma il loro comportamento lo capisco e lo capiamo perfettamente. Attorno a noi ogni tanto compare qualche amico\conoscente che certo approva il tutto, che per carità è tutto giusto quello che fate, che sicuramente è solidale con noi, ma che si nasconde dietro una colonna o non se la sente di prendere un cartello in mano.

Altri che avevano giurato la loro presenza sono assenti, o forse non li vedo io. Li capisco. Metterci la faccia è molto difficile. Per questo le "magliette bianche" mi appaiono ogni secondo che passa sempre di più...persone coraggiose. Forse il termine è esagerato. Forse.

La giornata finisce tra qualche politico che si fa fotografare con noi (ogni tanto su qualcosa toccherà pure pensarla allo stesso modo) e le grida di contestazione. Passiamo in secondo piano. Non importa. Oggi nascono le "magliette bianche". Le semplici magliette che si usano da bambini per fare le prime squadre di calcio. I "Bianchi" contro i "Colorati. Chi non lo ha fatto ai giardini della Rocca o in qualche prato spelacchiato.

Bianco simbolo di semplicità, di lutto, di dissenso, di chiarezza. Un colore casuale, un gruppo casuale e trasversale che per una volta non ha voluto abbassare la testa, anche se non serve a nulla.
Forse.

Scritto da Quilly

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Abboniamoci a "Il Fatto"
post pubblicato in editoriale, il 30 maggio 2009
Una bella notizia arriva dal mondo del giornalismo: è in arrivo, previsto per settembre, un nuovo giornale, chiamato "Il Fatto" (ricordate il grande Enzo Biagi?), che vuole essere rivoluzionario nel panorama italiano della carta stampata.
Per esempio esso sarà libero da interessi diversi dal desiderio di informare, poiché i fondatori saranno "alcuni piccoli soci", compresi gli stessi giornalisti; quindi niente padroni, né finanziamenti pubblici (non li vogliono) concessi da un partito.
Inoltre potrà contare su grandi firme, del calibro di Marco Travaglio, sicuramente tra i migliori del nostro giornalismo.
Ma sarà un giornale che potrà vivere solo se esisterà il reale desiderio di leggerlo da parte nostra. Il modo migliore per sostenere questa iniziativa è quello di sottoscrivere un abbonamento. Già in molti lo hanno fatto, noi de 'L Rosp ci auguriamo che questo numero continui a crescere, fino a rendere possibile la realizzazione di questa bella impresa.
Se non l'avete ancora letto, trovate la presentazione del progetto nel blog "Voglio Scendere", a questo indirizzo:


Scritto da Near


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Borgo Bicchia Connection
post pubblicato in libri sulla tazza del water, il 27 maggio 2009
Ultima storia della pentalogia "Libri sulla tazza del Water" questo "Borgo Bicchia Connection, vede al solito protagonista l'Ispettore Andrew Scaloni del BBPD (Borgo Bicchia Police Department). Anche in questo avvincente romanzo lo Scaloni si avvale della collaborazione del suo vice Boris Gaspatko intrattabile giocatore di backgammon e biliardo, dell'agente di origine polacca Lukas Cekk e del pulcioso cane Billy sempre più in cerca di cagnoline in calore o di ossi da rosicchiare. Un "cameo" editoriale è rappresentato dalla presenza nella storia dell'autore stesso, il noto musicista e scrittore di origine scozzese Sid McQuilly che svolge il ruolo di agente sotto copertura.
continua



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L'Ispettore Scaloni e il dito della Piaga
post pubblicato in libri sulla tazza del water, il 26 maggio 2009
Altro giallo di assoluto livello (etilico) del grande scrittore e musicista italo-scozzese Sid McQuilly. In questo "L'Ispettore Scaloni e il dito della Piaga" appare un nuovo personaggio, l'agente di origine polacca Luka Cekk che affianca l'ispettore in questa nuova indagine sotto copertura. Stavolta è il mondo della blogsfera e della politica locale ad essere scannerizzato minuziosamente dal fiuto da cane da tartufi dell'Ispettore . La Piaga di Velluto, nome d'arte di Paul T.J Rincolvati, è il più celebre e stimato blogger senigalliese, che sovente crea scompiglio in vari ambienti con la sua satira corrosiva e i suoi post al vetriolo. L'assessore Demetrios Mangialardis è stanco di essere preso di mira dalle bordate caustiche del Rincolvati ma conosce un suo punto debole, anzi debolissimo.
continua



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Chi ha rapito il cane Billy?
post pubblicato in libri sulla tazza del water, il 25 maggio 2009
Terzo libro della serie "Le indagini dell'Ispettore Scaloni", questo "Chi ha rapito il cane Billy?" tocca (e rompe) le sfere dei buoni sentimenti, dell'amore verso gli animali e verso il prossimo. Un libro a metà tra "Và dove ti porta il culo" e "Torna a casa Lassie" che farà consumare tonnellate di Kleenex ai più sensibili e deboli di cuore. Tutto inizia con l'Ispettore Scaloni alla ricerca del cane Billy, il meticcio rompicoglioni dal pelo fulvo. Scaloni lo cerca ovunque, da dentro al frullatore a lungo la canna fumaria ma di Billy niente.
continua



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Un magnum per l'Ispettore Scaloni
post pubblicato in libri sulla tazza del water, il 24 maggio 2009
Continua la fortunata serie dedicata ai gialli dell'Ispettore Scaloni, descritti dalla penna impareggiabile dello scrittore italo-scozzese Sid McQuilly, già bassista e fondatore del gruppo The Velvet Plagues. La storia inizia con l'Ispettore Andrew Scaloni del distaccamento di Borgo Bicchia che passeggia lungo l'Arceviese, assieme al cane meticcio rompicoglioni di pelo fulvo Billy, in una torrida giornata estiva. Arrivato all'altezza del Circolo Arci di Borgo Bicchia il nostro decide di combattere l'arsura con un gelato Magnum, di cui è ghiotto e con una cedrata Tassoni.
continua



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Ispettore Scaloni il caso McCaball è tuo
post pubblicato in libri sulla tazza del water, il 23 maggio 2009

Vorremmo segnalare in questa puntata di "Libri sulla tazza del water" un giallo del grande scrittore, musicista e blogger italo-scozzese Sid McQuilly.
Si tratta del giallo-noir "Ispettore Scaloni, il caso McCaball è tuo".
In questo splendido libro, il McQuilly, usa un linguaggio secco e conciso e una tecnica narrativa incalzante che lascia il lettore senza fiato, per narrare le vicende del nuovo eroe della letteratura gialla senigalliese: l'Ispettore Andrew Scaloni del distaccamento di polizia di Borgo Bicchia.
Accompagnato dal suo fido vice, l'agente di origine Kazaka Boris Gaspa-t-ko e dal cane Billy, un meticcio rompicoglioni dal pelo fulvo, il baldanzoso Scaloni indaga sul mondo dell'informazione online dove spadroneggia il grande burattinaio del web il temibile e terribile guru della rete senigalliese, Gengis McCaball.
In una Senigallia fredda e crepuscolare lo Scaloni si aggira tra i vicoli della Città vecchia, tra una pizza alla cipolla di Mancinelli e un gelato di Paolo dei Portici, alla ricerca di prove inconfutabili per fermare il McCaball nella sua lotta senza quartiere contro i Blogger Mascherati.
Una sfida in ambiente Joomla tra server, codici binari, siti web criptati e antenne di devastante potenza. Nella sua guerra ai buoni della blogsfera il McCaball si avvale della collaborazione del perfido avvocato Bob Heavens del foro di Scapezzano.
Memorabili le sfide dialettiche tra l'ispettore e l'avvocato di cui è nemico giurato. Da non perdere il capitolo finale di cui non sveliamo i contenuti per mantenere nel lettore il giusto grado di suspance.
Un libro bellissimo da tenere sopra il termosifone davanti alla tazza del water per i vostri momenti di relax.



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Il nuovo che avanza
post pubblicato in società, il 19 maggio 2009
Scena prima: Treno regionale Ancona - Bologna, sera di Pasqua.
Sono con mia madre, rientriamo da una visita ai parenti dorici. Ho una voglia disperata di togliermi le scarpe da “donnina”, che mal si adattano ai miei piedi avvezzi al comfort delle calzature sportive. A Falconara sale un gruppo di adolescenti o poco più che tali. Uno, in particolare, mi colpisce. Non solo per il numero incalcolabile di piercing che gli perforano il viso (se lo avesse conosciuto in tempo, il Padreterno avrebbe usato quelli come unità di misura della discendenza di Abramo, altro che stelle e granelli di sabbia…), ma anche perché sfoggia una tonsura in tutto e per tutto identica a quella di Adso da Melk (il famoso taglio alla Adso…) ed è vestito come il comico di Zelig che prende in giro i ragazzi “techno”. Uguale. Ha anche l’anello fluorescente attorno al collo. Praticamente, una caricatura di una caricatura. Uno sfottò al quadrato. Solo che la versione in carne ed ossa non è pagata per dire baggianate (o almeno mi auguro che non sia retribuito). In un quarto d’ora di condivisione del viaggio sento più bestemmie che respiri, insulti rivolti a non so chi, minacce di “spaccare tutto”. Forse con le bottiglie di birra che lui ed il resto della ciurma si portano dietro come la coperta di Linus.  

Scena seconda: Capannino degli Amici del Molo, mattina del lunedì di Pasqua.
Sto festeggiando la mia recente laurea con i “vecchietti” che mi hanno aiutato nella redazione della tesi. Sempre disponibili, soprattutto quando ci si può riunire allegramente attorno ad un po’ di ciambella e a qualche bicchiere di vino. Instancabili nel raccontare le loro storie, inflessibili nel criticare le poco lungimiranti iniziative che rischiano di stravolgere il volto della città dove sono nati e cresciuti e che contribuiscono a preservare, se non altro trasmettendone memoria. Dopo neanche dieci minuti, un arzillo ottantenne mi si avvicina, mostrandomi lo schermo di una macchina fotografica digitale, sul quale si materializza un’istantanea di me, appena scattata. Il contrasto tra i ragazzi del giorno prima, assillati dalla volontà di distruggere e questi anziani non ancora stanchi di costruire è abbastanza stridente.

Scena terza: sabato 18 aprile, appartamento di Ziaele a Ravenna.
Aspettando di uscire, seguo in TV “Che tempo che fa”; il sempre impavido Fazio intervista Giovanni Sartori, uno degli ultimi Grandi vecchi del giornalismo italiano. Siamo in par condicio, ma l’ex professore non rinuncia a diagnosticare con chiarezza i mali politici del nostro Paese, servendosi dell’artificio dell’ipotesi (“se per assurdo in Italia accadesse che…” ripete, descrivendo esattamente quel che in Italia si verifica eccome). Ad una domanda sul ricambio generazionale, Sartori risponde: “Non necessariamente si tratta di un bene: intelligenza ed età non sono direttamente collegate” “Bisognerebbe coniugare l’energia del giovane all’esperienza dell’anziano”. Non si fa troppa fatica ad essere d’accordo. Anche senza sovrapporre pessimismo e realismo, appare chiaro che non basta affidarsi alle “energie” giovanili per sperare in un cambiamento in positivo. A volte, il nuovo avanza; il vecchio, in effetti, bastava abbondantemente…

Scritto da Ziaele

Pubblicato sulle pagine dell'Eco nel mese di maggio

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Inchiesta: La politica di Senigallia vista dai cittadini
post pubblicato in editoriale, il 17 maggio 2009
'L Rosp è un giornale che non è solo satira, non è solo opinioni, non è solo partecipazione, ma anche inchiesta, anche approfondimento, anche indagine politica.
E' per questo che il giornale 'L Rosp ha effettuato, tramite i suoi redattori, un'inchiesta che va a sondare il grado di informazione politica dei cittadini senigalliesi.
Pubblichiamo oggi le prime due interviste che ci sono pervenute dai nostri "free-lance" sguinzagliati "on the road".
La prima intervista che pubblichiamo è quella fatta alla casalinga e pensionata Antonietta Baffioni all'uscita dal negozio del suo salumiere di fiducia.
 
D. BUONGIORNO SIGNORA
R. No, no. Non voglio niente. Non c'ho na lira manch'io e se propi hai fam poi andà alla Caritas a Spurton', che io soì più puretta d'te.
D. MA SIGNORA, IO SONO UN GIORNALISTA DEL FAMOSO PERIODICO 'L ROSP.
R. Giornalista? Ma me più che n'Rosp m'pari propi n'ciambott... Comunque sa c'la faccia e vestit sa chi stracci m'parevi un d'quei c'stann davanti alla Coop a dumandà la carità.
D. GRAZIE. VORREI FARLE ALCUNE DOMANDE SULLA POLITICA SENIGALLIESE. NE E' INFORMATA VERO?
R. Com no. Io mastic la pulitica dalla matina alla sera. Quand' vag' dalla parruchiera legg' sempr l'Bugiardon, c'po saria l'Corriere Adriatico, sopratutt l'pagin d'l Oroscopo a dì la v'rità. Comunque m'interessa anch' la pulitica naziunal' infatti guard sempr la trasmission d'Michele Cucuzza e a la mattina quella d'la D'Urso.
D. BENE! CHE GIUDIZIO HA SULL'ATTUALE SINDACO DI SENIGALLIA?
R. Guardi, second' me, nonostant' nun sia tant' alt' e n'po stagiunat' Orciari m'par n'bon sindac... L'fatt' ch'è d'la Marzocca i s' po' anch' p'rdunà...
D. MA SIGNORA, ORCIARI NON E' PIU' SINDACO DI SENIGALLIA DA DECENNI.
R. Ah si? M'scusi ma m'sa ch'so armasta n'po indietra. Del rest' da quant la messa in piega m'la fa mi surella per sparagnà da la parucchiera nun c'vo più e nun legg' più manch' i giurnai, spec' chi bei fotoromanzi d' Franco Gasparri...
D. COMPRENDO SIGNORA, MA SA ALMENO COS'E' IL PIANO CERVELLATI?
R. Ah questa la so! E' un pianofort', espost' a Palazz' del Duca malì d'sopra a n'do c'era l'gummista, appartenut' ma n'pianista del '700, un cert' Vincenzo Cervellati d'Bologna ch'è vissut' a S'nigaja na decina d'anni. Ma miga p'rché c'era l'aria bona, ma p'rchè c'aveva l'amant' maquagiù st' spurcacion...
D. GRAZIE SIGNORA DELLA SUA DISPONIBILITA'
R. Figurt' ninin, ma la prossima volta datt' n'arpulita altrimenti m'metti paura cunciat' nt'cla maniera...
 
La seconda intervista è stata fatta al signor Sigfrido Capiscioni pensionato da cantiere.
 
D. BUONGIORNO
R. Eh....! Ah....! Dimm'....co t'serv'!
D. VOLEVO PORLE ALCUNI QUESITI CONCERNENTI LA POLITICA LOCALE...
R. Sent' ma me ciambuton'....si parli in Italian' o in s'nigajes t'poss' da na man', altrimenti alza i tacchi e levt' di cojon'... e anca d'fuga!
D. BENE RIFORMULO LA DOMANDA, SE NE INTENDE DI POLITICA LOCALE?
R. Guarda. Io e i culeghi mia, sem' specializzati in CRITICA AI CANTIERI e PETTEGOLEZZI DA BAR SU EDIFICI IN COSTRUZIONE.
Comunque anch' la politica è abbastanza l'pan' pi denti mia.
D. ALLORA SAPRA' DI CERTO COS'E' LA VARIANTE ARCEVIESE?
R. Mmmmmm, si nun m'arcord' mal', m'par na mossa del giog' d'i scacchi, ma nun m'chied' d'più che io giog' sol' a dama, a tresett' e a Shangai sa mi nipot ch' m' frega sempr.....
D. BENE, DEL PROGETTO PORTOGHESI INVECE NE SA QUALCOSA?
R. Ne so poco verament'. Io sono stato emigrante in Spagna e malì i Portoghesi i ved'n com' l'fum' nti occhi...
Comunque io so cuntrari a fà arivà in Italia ma tutti sti Portoghesi ch'nun hann' voja da fa nient'.
Questi ariv'n machì, fregn l'lavor' ma i nostri opur' vann' a rubà e a spaccia la droga mala al Port...Sai co t'dig io, sté a Lisbona e nun rumpè i cojoni...
D. PER LO MENO SA COS'E' L'ECOGATE?
R. Furtuna ch'm' l'hai arcurdat'. Mi moj m's'è arcumandata. M'ha dett si andava alla Coop a cumprà i pumdori, la pasta e l'dentifricio ECOGATE quel' c't'spunta l'fior' nt'la bocca.
Adè prò ninin t'ho da salutà... I culeghi m'aspett'n davanti a l'Uspdal' ch'aven' d'andà a criticà n'cantier' in via Cupetta.
 
Per oggi ci fermiamo qui ma vi rimandiamo alle prossime inchieste "on the road" del mensile 'L Rosp... sigh.....

Scritto da Quilly

Pubblicato sulle pagine dell'Eco nel mese di maggio

 

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Vendere!
post pubblicato in società, il 16 maggio 2009
In un mercato mondiale in cui l'Italia perde sempre più posizioni nella pura produzione a favore di servizi non si sa quanto utili, l'operatore di call center è quella professionalità che più servirà ai giovani laboriosi del futuro. Ma anche in questo settore è necessario tenersi al passo con i tempi per competere sul mercato e ove possibile proporre soluzioni innovative da poter esportare anche a paesi terzi come know how. A volte le idee più originali nascono dalla fusione di idee e concetti già esistenti combinati però in modo inusuale, questo è il caso del sistema di call center di 2° generazione ovvero blackcall center. Il concetto chiave è pubblicizzare un prodotto completamente dedicato all'utente finale che quindi lo recepisce meglio di un prodotto standardizzato per un'utenza di massa, come avviene ora per i vari servizi offerti.
Il prodotto sono i segreti più esclusivi e inconfessabili del cliente stesso. In pratica si chiama il cliente potenziale e gli si vende la segretezza dei propri segreti.
Vediamo meglio come funziona il meccanismo con una chiamata tipo:  
Cliente: "Pronto"  
Operatore: "Buon giorno, non riattacchi, sappiamo tutto"
Cliente: " ...ma chi parla, scusi?"
Operatore: "il mio nome non ha importanza, se non vuole che la cosa che sa divenga di dominio pubblico venga al Bar XXX questa sera alle 19:00 con 500 euro in banconote da 500 euro, mi farò riconoscere io, mi dia conferma che farà come Le ho detto".
A questo punto il cliente può chiudere o non chiudere il contratto con un semplice sì o no.
Studi di settore della facoltà di economia creativa di una città che non possiamo nominare confermano che: il 37% degli intervistati accetta il servizio, di questi oltre il 33% si presenta al bar, alcuni con prodotti dell'orto per il controvalore in denaro ma la maggior parte con denaro in contanti. Di questo 33%, ecco il dato interessante, circa il 10% è disposto a pagare cifre molto più alte in cambio di tutte le prove del segreto che gli si è minacciato di svelare.
Alla luce di questi dati si vede chiaramente come l'attività di Blackcall possa essere molto redditizia e possa dar lavoro a molti giovani neolaureati dopo un brevissimo master di comunicazione ricattatoria e tono mafioso.

Scritto da Vercellik

Pubblicato sulle pagine dell'Eco nel numero di maggio



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Rifiuta il Rifiuto: successo per l'iniziativa del Meetup
post pubblicato in energia e ambiente, il 5 maggio 2009


C'era anche il Sindaco Angeloni a ritirare una busta ecologica regalata durante l'iniziativa "Rifiuta il Rifiuto" di Senigallia. L'evento, promosso dal Meetup locale in collaborazione con lo stesso Comune, alcuni sponsor e cittadini volontari, aveva lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza sull'impatto esiziale che hanno i cosidetti shoppers, ossia le popolarissime e tanto usate buste di plastica per fare la spesa.

Le stesse buste che, utilizzate in genere una volta sola, si trasformano nella più grande bomba antiecologica che esista. Sì perché le buste in questione, apparentemente leggere ed eteree, sono in realtà uno dei prodotti più inquinanti, tanto per le quantità enormi in cui sono prodotte (e relative risorse utilizzate) quanto per la non biodegradabilità e la possibilità, una volta disperse nell'ambiente naturale, di soffocare - letteralmente - molti tipi di animali, soprattutto nell'ecosistema marino.

Per portare anche i consumatori senigalliesi a conoscenza di queste semisconosciute verità è nata l'idea della giornata "Senigallia versus buste di plastica" e così, per tutto il giorno di sabato 2 maggio, in tre punti distinti della città (con due postazioni fisse sul corso e al foro annonario, oltre ad una postazione mobile montata su un risciò) sono state distribuite gratuitamente buste in tela e in carta ecologiche e riutillizzabili, in cambio di una firma per una lettera collettiva da inviare all'Amministrazione Comunale.

A fine giornata le firme raccolte sono state oltre 1000, e la lettera verrà consegnata domani alle autorità locali da un rappresentante del Meetup. Nel documento si chiede al Sindaco di dare vera forza nel territorio comunale al bando delle buste in plastica previsto entro il 1° gennaio 2010, un bando che sulla carta dovrebbe rendere tutta Italia libera dai dannosi shoppers entro l'anno prossimo ma che, in effetti, minaccia di restare lettera morta per svariati motivi. Allora ecco l'occasione per fare di Senigallia un esempio positivo a livello nazionale ed europeo, anche in considerazione della sua vocazione turistica.

La speranza del Meetup e di chi ha firmato la petizione è che l'Amministrazione colga le potenzialità più che le criticità dell'idea. Intanto si informa la cittadinanza che gli shoppers ecologici gratuiti non sono finiti: chi non avesse ritirato una delle simpatiche buste in tela o in carta, con lo slogan e gli sponsor dell'iniziativa, può farne richiesta alla segreteria del Meetup Senigallia, fino ad esaurimento scorte.

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permalink | inviato da meetupsenigallia il 5/5/2009 alle 14:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Rifiuta il rifiuto - Comunicato stampa
post pubblicato in energia e ambiente, il 28 aprile 2009
"Rifiuta il rifiuto", Senigallia dice no ai sacchetti di plastica.

Dal MeetUp Senigallia e dal Movimento Lento Ciclabile, una nuova inziativa in difesa dell'ambiente.
 

Le buste di plastica inquinano e questo lo sappiamo tutti. Molte volte però ce ne scordiamo ed è questo il motivo per cui gli attivisti del Meetup Senigallia e del Movimento Lento Ciclabile Senigallia effettueranno sabato 2 maggio una distribuzione gratuita di shoppers in tela e in carta alla cittadinanza: per sensibilizzare l'opinione pubblica all'uso di borse riutilizzabili in vece dei dannosissimi, e nocivi per l'ambiente, sacchetti di plastica monouso.

La consegna avverrà in modalità ciclabile e itinerante, gli attivisti cioè si muoveranno in tutta la città (Corso 2 Giugno, Piazza Saffi, Piazza Roma, Centri Commerciali) per effettuare la consegna materiale degli shoppers e per consegnare volantini informativi e la copia di una lettera scritta al sindaco per chiedere che le buste di plastica monouso vengano al più presto messe al bando in tutto il territorio comunale come già avviene in alcuni comuni italiani.
Partners dell'iniziativa: il Comune di Senigallia, Mondo Solidale, i negozi-bio La Terra e il Cielo ed Emporio Alcatraz e le ditte Fiorini e Pierpaoli.

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permalink | inviato da meetupsenigallia il 28/4/2009 alle 12:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Comportamenti solidali
post pubblicato in energia e ambiente, il 27 aprile 2009
Parlare dei danni prodotti dal traffico in termini di nanoparticelle e di inquinamento dell'aria è necessario, ma riduttivo. Tutti sanno che l'aria che respiriamo in città è inquinata dai gas di scarico delle auto, dal riscaldamento delle case, dalle fabbriche e, così come il fumo, lo smog può provocare il cancro, la bronchite cronica e altre malattie. Siamo tutti preoccupati per la salute, lo dimostrano le numerose trasmissioni televisive e radiofoniche, la miriade di riviste dedicate all'argomento, l'enorme richiesta di salute a medici e stregoni di varia natura, ma questo cozza in modo stridente con il nostro modo di agire, perché continuiamo a fumare, a usare le automobili, a surriscaldare le nostre case, a riempirci lo stomaco di cibo-spazzatura, a comperare cose che non ci servono, incapaci di affrancarci da comportamenti autodistruttivi.
continua

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permalink | inviato da near il 27/4/2009 alle 13:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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